il piccolo mostro e lo zucchero

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il piccolo mostro e lo zucchero

Messaggio  Fortunata72 il Sab Feb 28, 2015 9:58 am

(Scrivo di nuovo il post perché credo che il primo tentativo non sia andato a buon fine)

Ciao a tutti, rieccomi alle prese con il nostro problema.
Da dieci giorni un grosso brufolo aperto sulla fronte, che non ho torturato più di tanto, ma ho la pelle così fragile che basta un niente perché mi causi delle ferite che tardano a cicatrizzarsi (dieci-venti giorni minimo).
Il “piccolo mostro” si è formato proprio vicino a una ferita appena guarita e a una cicatrice infossata che sta lì da anni. Un bel trio!
Ansia ansia ansia.
Ieri avevo un colloquio e ovviamente ho usato di nuovo il fondotinta. Ero tranquilla perché pensavo di aver coperto bene il tutto. Tutta la mattina fuori. Il viaggio di ritorno con una conoscente. Sempre tranquilla. Poi, prima di rientrare a casa, mi guardo nello specchietto: nooooo, uno schifo!!!!
Primo pensiero: “Ma come ho fatto ad andare in giro in queste condizioni???”. Contropensiero: “Beh, non sono mica morta, però!?!”.
Da una parte panico, delusione, voglia di distruggere il “piccolo mostro”, dall’altra il desiderio di combattere questi pensieri negativi. Per fortuna, dovevo uscire anche nel pomeriggio e sono rientrata piuttosto tardi.
Dopo la pulizia del viso però mi assale di nuovo l’ansia a mille. Che fare? Scelgo di non stare davanti allo specchio ma di visitare il forum (benedetto!): ho guardato filmati, letto articoli e storie. Era arrivato il momento di togliere la maschera alla mia ansia. Carnevale è finito! Davvero il mio problema è il “piccolo mostro”? Certamente no. Ecco che emergevano le vere cause: una prova importante da affrontare, la voglia di evitarla, il timore di non essere all’altezza, e tutto il resto che conosciamo molto bene. Preferisco di gran lunga che l’ansia mi racconti la verità perché così posso guardare negli occhi il problema e affrontarlo.
Non restava che prestare cure a quella povera ferita, ma non sapevo proprio cosa metterci su, avevo provato di tutto, allora cerco su google un consiglio su un rimedio naturale per cicatrizzare velocemente e leggo che sulle ferite si può mettere dello zucchero. “Beh”, mi dico, “se bene non fa, male non fa di sicuro!”. A quel punto faccio un piccolo impacco di zucchero con una goccia di limone e lo lascio sulla ferita per tutta la notte. Al mio risveglio, non riuscivo a crederci, la ferita era chiusa.
Ora devo uscire, ma ho deciso di non mettere il fondotinta perché la mia pelle è più bella senza, bianca e rosa, anche con una crosta sulla fronte. Ho pensato: “Se avessi un graffio sulla mano, non mi sognerei di metterci del fondotinta per coprire, perciò via!”. E ho chiuso il flacone dentro un cassetto.
Probabilmente ci saranno ricadute, è vero, ma oggi voglio mettere un po’ di zucchero nella mia vita.
Un sorriso al posto del fondotinta. Very Happy
Buona giornata a tutti! I love you
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Re: il piccolo mostro e lo zucchero

Messaggio  Nina3 il Dom Mar 01, 2015 3:34 pm

Bellissimo post Fortunata! Purtroppo il nostro problema va affrontato così, giorno per giorno, è un percorso fatto di vittorie e di sconfitte. Anche nel mio caso è tutto legato all'ansia, ogni volta che devo affrontare qualcosa che mi spaventa finisco con l'escoriarmi. Cerco di rendere questo meccanismo sempre più consapevole, mi dico a voce alta che una volta escoriata mi verrà solo più ansia, e con il viso conciato male avrò ancora più timore di affrontare l'evento in questione. A volte ci riesco e a volte no, ma bisogna sempre gioire dei piccoli progressi. un bacio

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Re: il piccolo mostro e lo zucchero

Messaggio  Fortunata72 il Dom Mar 01, 2015 7:33 pm

Grazie Nina, noto che dalle tue risposte emerge sempre la tua sensibilità, questo è molto bello.
Hai centrato: "il timore di affrontare l'evento in questione". E gli eventi in questione di solito non sono pochi. A volte mi domando se ci sia un legame, nei casi come il nostro, tra dermatillomania e fobia sociale o evitamento. Ma non sono certamente un'esperta per darmi una risposta.
Posso farti una domanda? Quando è iniziato il tuo disturbo?
Io avevo nove o dieci anni, credo, quando ho cominciato con le braccia. Ero una bambina buona, tranquilla, sensibile. Ricordo però che c'è stato un periodo in cui sfogavo le mie ansie all'esterno con piccoli danni agli oggetti, sarà capitato due o tre volte, cose da nulla che mi causavano forti sensi di colpa. Credo che il passaggio successivo sia stato quello di prendermela col mio corpo.
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Re: il piccolo mostro e lo zucchero

Messaggio  BlackLily il Dom Mar 01, 2015 10:38 pm

Ciao ragazze! Ho letto con interesse le vostre riflessioni e le condivido. È evidente che le ricadute peggiori coincidono spesso con situazioni che ci preoccupa dover affrontare. Forse potrebbe inconsciamente essere un modo per crearci un alibi, una giustificazione per evitare di affrontare una determinata situazione? Per tirarci indietro senza sentirci troppo in colpa? Della seria "non posso andare a quell'appuntamento perchè ho la pelle rovinata, non per paura di sentirmi inadeguata. Se avessi la pelle a posto lo farei". A me a volte succede. Mi illudo che se non avessi la pelle mal ridotta farei certe cose che ora non faccio. Forse in effetti le farei, ma spesso mi rendo conto che mi manca proprio il coraggio e la pelle è solo una scusa, una scusa che mi sono creata con le mie stesse mani.
Devo anche dire che spesso mi capita il contrario anche, cioè di escoriarmi dopo aver affrontato una situazione emotivamente stressante, quindi diventa una sorta di modo per rilassarmi e lasciarmi andare. Ho affrontato quello che dovevo, ora posso abbassare la guardia.

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Re: il piccolo mostro e lo zucchero

Messaggio  Nina3 il Dom Mar 01, 2015 10:53 pm

Grazie di cuore del bel complimento, davvero I love you
Io ho iniziato verso i 14 anni, ricordo anche l'evento preciso, accadde un po' di giorni prima di una vacanza all'estero con zii e cugini che mi avevano invitata. Una sera mi avvicinai allo specchio e iniziai a schiacciare ogni minuscolo punto nero che vedevo, mi rovinai completamente la faccia. Per fortuna guarii giusto in tempo per la partenza, ma da allora non ho più smesso.
Negli anni mi sono interrogata spesso sulle cause, e alla fine ripercorrendo un po' la mia vita, le mie esperienze, il mio modo di essere, mi sono resa conto che non è così strano quello che faccio, anzi ha una sua logica.
Mio padre è una persona buona ma è anche severo, di mentalità all'antica, si arrabbia facilmente, non concepisce un'opinione diversa dalla sua. Per tutta la vita mi sono sentita soffocata da lui, non mi sono mai sentita libera di esprimere la mia personalità. Degli anni dell'infanzia e dell'adolescenza ricordo una grande rabbia, mi chiudevo in camera dopo ogni litigio a piangere, piena di sensi di colpa perché mi insultava e mi faceva sentire la figlia peggiore del mondo nonostante non gli abbia mai dato nessun tipo di problema. Credo che nella rabbia e nei sensi di colpa si sia alimentato il bisogno di farmi male, di rivolgere sul mio corpo quei sentimenti che mi facevano soffrire. Aggiungici poi qualche presa in giro a scuola, uno sport che ho praticato tanti anni con un'allenatrice stupida e cattiva che ha contribuito a distruggermi l'autostima, qualche esperienza di lavoro con persone orribili, e insomma alla fine non mi sembra tanto strano che la mente avesse un disperato bisogno di sfogare in qualche modo tutto questo malessere. E' diventato il mio modo di affrontare tutti gli eventi spiacevoli, e non posso dire che a suo modo non sia efficace. Quando mi escorio non mi importa più nulla del mondo esterno, l'atto stesso è calmante, tranquillizzante, e per tutti i giorni successivi l'unica cosa che mi interessa è lo stato della mia pelle.
Per quanto riguarda la fobia sociale non conosco la tua situazione, nel mio caso viene prima la dermatillomania e poi come conseguenza il non voler uscire di casa. Sono una persona un po' timida, ma non ho mai avuto problemi a fare amicizia, a parlare in pubblico, andare nei negozi, partecipare a feste. Quando però mi torturo la faccia, mentre da adolescente mi truccavo e uscivo lo stesso, adesso se posso scegliere resto in casa. Lo so che non è proprio l'ideale, ma purtroppo per ora va così.

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Re: il piccolo mostro e lo zucchero

Messaggio  Grazia il Lun Mar 02, 2015 8:41 am

Condivido tutto ciò che avete detto. Anch'io soffro di paura del palcoscenico, cioè di essere al centro dell'attenzione, parlare in pubblico, fare esami o qualunque prova mi faccia sentire addosso lo sguardo degli altri, pur avendone dovute fare parecchie nella mia vita. Anche se non ero una bambina timida, ho inziato a temere di non essere all'altezza degli altri e delle situazioni alla fine delle elementari, tipo quando c'era la recita scolastica, ma la dermatillomania è arrivata in prima media. Ricordo il primo episodio quando ho schiacciato un brufolo prima di una gita. L'acne l'avevo davvero, all'epoca, ma sarebbe guarita con le cure nel giro di un anno o due, invece... Per i primi anni mi escoriavo solo il viso, poi alle superiori anche spalle e gambe. Non credo mi martoriassi la pelle per evitare qualcosa di spiacevole, anche perché al liceo non avevo problemi e tutti, amici e professori, mi volevano bene. Mi escoriavo perché detestavo di essere imperfetta, mi mettevo troppo in discussione, finché all'università la cosa si è esacerbata, ero molto sotto stress, mi autocriticavo di continuo e lo stress si sa è amico della dermatillomania. Evitavo i ragazzi che mi piacevano per paura di non essere all'altezza - credevo di evitarli perché avevo la pelle escoriata, ma non so se lo facevo a posta - e ho finito per rovinarmi letteralmente gli anni migliori. Ora, che ho paura di tutto più di prima, non trovo più un legame tra le escoriazioni e lo stato emotivo. Lo faccio come routine anche se non sono stressata, tanto c'è costantemente nella mia testa un dialogo interiore che mi critica per tutto, e l'ansia e l'angoscia si sono moltiplicate rispetto al passato. Che schifo di vita, eh? Comunque, rispetto a quando avevo 20 anni, ora che ne ho quasi 33 la situazione della pelle è decisamente migliorata. Ora è più l'ansia in sé che mi preoccupa e che cerco di combattere (con scarsi risultati), rispetto alle conseguenze, sempre meno gravi, sulla pelle.
Un abbraccio

Grazia

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Re: il piccolo mostro e lo zucchero

Messaggio  Biancaneve il Lun Mar 02, 2015 7:18 pm

Ciao ragazze..volevo dirvi che anche io ho capito che fondamentalmente il picking è per me un modo per "giustificarmi", cioè come avete detto voi il meccanismo inconscio ti porta a dire "se la mia vita va male è colpa di queste schifose ferite che mi rovinano la faccia", "se non vado in quel posto è perchè sono conciata male", ecc..Ovviamente non è così, non è il picking a rendere brutta la vita, è solo a punta di un iceberg fatto di ansia, timore del confronto, insicurezza, perfezionismo esagerato, ecc... Io ormai sono mesi che non mi accanisco più sulla faccia, la mia pelle non è mai stata così liscia eppure sono costantemente insoddisfatta e scontenta. Questo mi ha fatto capire che tutte quegli alibi creati dalle ferite in realtà erano solo mie costruzioni mentali, in realtà la mia vita non è bella nemmeno senza le ferite in faccia, al posto del picking ho sviluppato altre manie e alla fine il mio stile di vita è sempre condizionato da assurdità relative ai miei pensieri e comportamenti, il nostro è un problema profondo e non è detto che eradicandolo si stia meglio, questa almeno è la mia esperienza. In ogni caso smettere di rovinarsi la pelle è sempre un passo avanti almeno per l'aspetto estetico. Vi abbraccio

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Re: il piccolo mostro e lo zucchero

Messaggio  Fortunata72 il Mar Mar 03, 2015 8:35 pm

Ancora una volta grazie, carissime, per la vostra condivisione.
Sì, in effetti, io soffro di ansia sociale, non a livello patologico magari, ho una vita normale, anzi direi piena: nonostante attualmente sia purtroppo disoccupata, sono sempre impegnata in vari settori, soprattutto quello ecclesiale, frequento corsi, amici, persone che mi amano e mi stimano, mi piace stare in compagnia. Però …  ci sono moltissime situazioni che mi creano ansia, non solo sostenere esami o parlare in pubblico, ma anche entrare in un negozio, oppure in un ufficio pubblico, o ancora fare una semplice telefonata. Mi sento sempre in imbarazzo. Un esempio: difficilmente entro nei negozi di abbigliamento per chiedere dei capi per me perché temo il giudizio della commessa, allora compro dove posso scegliere e misurare liberamente.
Altro esempio, non sono mai entrata in una farmacia per chiedere qualche rimedio per le mie ferite, ho sempre mandato qualcun altro. Ora me lo impongo quasi come un esercizio: entro nelle erboristerie, chiedo qualche consiglio per la mia pelle e faccio qualche piccolo acquisto. Impensabile per me qualche tempo fa perché l’argomento “pelle” era un tabù! Non ne ho mai parlato con le amiche, se si parlava di certe cose, cambiavo argomento o mi ritiravo. Ricordo che molti anni fa avevo letto un trafiletto su una rivista dove si parlava di acne escoriata, purtroppo persi quella rivista; tempo dopo lo accennai a mia madre che mi rispose ridendo: “Ma quale malattia!!!”; non lo disse certamente con l'intenzione di ferirmi ma ci rimasi così male che mi autoconvinsi di aver sognato quell’articolo e non ne parlai più.
Ora, certo, a parte qualche piccola ricaduta, la situazione della mia pelle è migliorata (tra l’altro dimostro qualche anno in meno, per cui le rughe sono ancora lontane). Pensate che di recente una mia amica mi dice: “Tu hai proprio una bella pelle, la mia invece fa schifo”. La guardo: bellissima, senza un segno, un brufolo, una cicatrice o altro, ma sempre coperta di fondotinta. Rimango perplessa. Le chiedo timidamente: “Ma hai notato che io ogni tanto … ?“. “Sì sì, ma non hai macchie, la tua pelle è più bella della mia!”. Sempre più perplessa lascio cadere l’argomento. “Quanti problemi si nascondono dietro un fondotinta!”, penso con affetto.
Sì, la mia situazione è migliorata, la bassa autostima non si manifesta nell’acne escoriata come nel passato, ma gira e rigira il mio problema di fondo è il timore del giudizio degli altri, per cui dovrò lavorare parecchio su questo.
Nonostante tutto però non penso che la vita sia brutta, tutt’altro. Anche nelle sofferenze (e le mie non sono state certo poche, come per la maggior parte di noi), amo la vita, mi piacciono i suoi colori, i suoi profumi, il suo sole, il suo canto, le sue sorprese. Vivere mi piace proprio!
Un abbraccio a tutte con affetto!!!
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Re: il piccolo mostro e lo zucchero

Messaggio  Biancaneve il Mer Mar 04, 2015 12:07 pm

Fortunata, è davvero piacevole leggerti perchè sembri una persona molto positiva..e la positività di solito scarseggia qui sul forum!!! Volevo solo fare una piccola precisazione sul mio messaggio precedente, perchè forse l'ho veicolato male: io non penso che la vita sia brutta in assoluto, ci mancherebbe, non mi manca nulla. Quindi non intendevo dire "Se la vita è brutta a priori, escoriarsi o meno non fa la differenza". Il mio messaggio era piuttosto: lavorate molto su voi stesse, non fermatevi a cercare cure per la pelle o stratagemmi per non toccarvi, perchè la vostra personalità, i vostri schemi mentali, i vostri pensieri, non vi abbandoneranno nemmeno una volta che le ferite saranno guarite. Io pensavo che una volta finita questa tortura della dermatillomania sarei stata finalmente serena, e avrei affrontato tutto con entusiasmo. Adesso non sono guarita del tutto (ho un puntino fresco fatto ieri, non vi dico che rabbia!!) ma sono migliorata tantissimo; nonostante ciò sono sempre la stessa persona, con le stesse insicurezze e gli stessi "momenti no". Dobbiamo lavorare su di noi come persone a 360 gradi per stare davvero bene..ecco, forse ora mi sono espressa meglio e il mio messaggio è un po' meno deprimente!! Un bacio

Biancaneve

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Re: il piccolo mostro e lo zucchero

Messaggio  Fortunata72 il Ven Mar 06, 2015 9:33 pm

Biancaneve, condivido pienamente: lavoriamo lavoriamo e continuiamo ad aiutarci. Grazie!
Un abbraccio flower
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