una citazione per riflettere

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una citazione per riflettere

Messaggio  Elisa il Ven Ott 21, 2011 1:06 pm

Dall'autobiografia di Sartre, il quale ricorda come, da bambino, dopo aver fatto una cattiva figura o essersi comportato in modo da doversene pentire, correva allo specchio a fare le smorfie:

«Oggi, quando ricordo quelle smorfie, capisco che esse provvedevano alla mia protezione: contro le scariche folgoranti della vergona io mi difendevo per mezzo di un blocco muscolare. E poi, esasperando il mio infortunio, esse me ne liberavano: mi precipitavo nell'umiltàper schivare l'umiliazione, mi privavo della mia capacità di piacere per dimenticare di averle avute e di averne fatto cattivo uso; lo specchio mi era di grande soccorso: lo incaricavo di farmi conoscere che ero un mostro; se ci riusciva, i miei acerbi rimorsi si mutavano in pietà. Ma soprattutto, avendo lo smacco scoperto a me stesso la mia servilità, mi facevo schifoso per renderla impossibile, per rinnegare gli uomini e per essere rinnegato da loro (...). Grazie ad una combinazione di torsione e increspamento, SCOMPONEVO IL MIO VOLTO, mi vetrioleggiavo per cancellare i miei antichi sorrisi».

Direte: che ci azzecca? Eppure questa è la spiegazione più chiara e trasparente dei motivi che stanno dietro il mio/ forse nostro deturparci di fronte allo specchio. Il desiderio di punirci per una vergogna subita, di cancellarne il ricordo insieme alla parte visibile di noi che l'ha generata; l'odio per se stessi per non essere all'altezza delle proprie aspettative; il desiderio di vedersi riflessi nello specchio così brutte come noi ci sentiamo di essere all'interno. Io mi ci ritrovo e mi faccio anche pena. Magari potessi limitarmi a fare le smorfie come Sartre da bambino!
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Elisa

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Re: una citazione per riflettere

Messaggio  brigitte il Dom Ott 23, 2011 7:28 pm

Elsa ha scritto: Eppure questa è la spiegazione più chiara e trasparente dei motivi che stanno dietro il mio/ forse nostro deturparci di fronte allo specchio. Il desiderio di punirci per una vergogna subita, di cancellarne il ricordo insieme alla parte visibile di noi che l'ha generata; l'odio per se stessi per non essere all'altezza delle proprie aspettative; il desiderio di vedersi riflessi nello specchio così brutte come noi ci sentiamo di essere all'interno. Io mi ci ritrovo e mi faccio anche pena. Magari potessi limitarmi a fare le smorfie come Sartre da bambino!

Non posso che concordare! Per quanto mi riguarda ci sono aspetti di me stessa che vorrei cancellare, così come episodi passati (colpe, vergogne, etc)...è come se deturpandomi impedissi a me stessa di vivere davvero perchè in fondo sento di non meritarlo (come quando mi compro un vestito che mi piace e poi non lo indosso mai).
L'ebook Skin Deep (per il quale ho messo il link, anche se non ricordo dove) tratta i problemi della pelle come problemi psicologici e "costringe" a fare una sorta di autoanalisi per scoprire il meccanismo che innesca i nostri problemi: risalire fino alla causa scatenante per comprenderla e trattarla adeguatamente.

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Re: una citazione per riflettere

Messaggio  caotica il Lun Ott 24, 2011 10:43 am

grazie Elsa!
come dice brigitte, anch'io sto riflettendo molto sul concetto "impedirsi di vivere realmente", tant'è che a fantasia me la cavo alla grande ma nella realtà fuggo. insomma la volontà di vivere c'è ma vince sempre la paura.
ora, non capisco l'origine: non sono sempre stata così e non individuo particolare colpe o vergogne nella mia vita...perchè allora questa fuga dalla realtà, questa insicurezza??
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Re: una citazione per riflettere

Messaggio  Elisa il Mar Nov 01, 2011 2:11 pm

anch'io ho sempre pensato di non avere colpe particolari e che il picking non sia una punizione,ma a conti fatti mi accorgo del contrario:in una qualche maniera semi-cosciente tormentarsi la pelle è una forma di punizione che ci infliggiamo per non aver adempiuto certi parametri di rigore, correttezza, perfezione che in fondo ci siamo prefissate. Risalire a quei parametri e modificarli radicalmente può essere una via da intraprendere, ma individuarli non è mica tanto semplice. Se ci rifletto, mi dico di essere come gli altri, di avere semplici ma chiari obiettivi nella vita, come tutti;ma nelle esperienze concrete in cui dovrei dimostrare capacità di adattamento, auto-ironia, disinvoltura e resistenza crollo, semplicemente, come un manichino messo di traverso al piedistallo e non so come rimettermi in piedi. Vivo una fase simile di nuovo, malgrado esca da poco da un'altra analoga, che speravo di aver "digerito" e "metabolizzato". Non confido troppo nelle terapie e so di non dover aspettare l'aiuto del mio ragazzo o degli amici sporadici, ma resistere alle ingiustizie, alle paure o anche soltanto ai disagi imprevisti, contro i quali si lavora tanto, è veramente sempre più dura per me.
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Re: una citazione per riflettere

Messaggio  Grazia il Mer Nov 02, 2011 8:21 pm

Sì ragazze, avete proprio ragione: resistere ai disagi, alle paure, alle insicurezze o anche a qualche maledetto stupido imprevisto è un LAVORO per noi, uno sforzo costante e sovrumano. È uno sforzo anche non fustigarsi dopo una performance che non riteniamo eccellente secondo i nostri parametri distorti, richiedendoci la perfezione. Io davvero sto provando a dirmi: "Hai fatto il possibile, ora non dipende da te". Oppure, davanti ai soprusi, alle ingiustizie, ai contrattempi: "Se non vuoi sbottare perché dopo staresti peggio e temi di non risolvere niente, prova almeno a mantenere la calma, a pensare al tuo benessere psichico, a rassegnarti con indulgenza ai cambiamenti, agli imprevisti, insomma prova a rilassarti". Davvero mi impegno ma non se sono capace, però penso certe volte che sono solo all'inizio, che non si possono cancellare con un colpo di spugna anni e anni in cui certi processi mentali si sono cristallizzati. È come dire ai neuroni d'invertire la rotta all'improvviso. Io in certe occasioni non riesco proprio a non agitarmi, che poi sarebbe in quasi tutte.
Non possiamo che provarci, ragazze, continuare a provare di continuo.

Grazia

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